Alberto Nagel, amministratore delegato della nota banca di investimento Mediobanca, si è dimesso dopo 17 anni, e dopo aver trascorso la sua intera carriera all’interno di Mediobanca, dove lavorava dal 1991. Le sue dimissioni erano attese perché è stato uno dei più convinti oppositori dell’acquisizione da parte di MPS, cioè Monte dei Paschi di Siena, che la scorsa settimana è riuscita a comprare oltre il 60 per cento di Mediobanca con un’operazione molto discussa e dall’esito assai inaspettato. Si era molto esposto contro MPS, sottolineandone le logiche di potere e la mancata visione industriale. Dovrà ora essere sostituito dall’assemblea dei soci, che si terrà il 28 ottobre.
Mediobanca non è una classica banca commerciale; opera perlopiù come banca di investimento, specializzata nella gestione dei patrimoni e nelle grandi operazioni societarie tra aziende. È stata protagonista di gran parte del capitalismo del Novecento, ed era conosciuta un tempo come il «salotto buono della finanza». Nagel, prima da alto dirigente e poi da amministratore delegato, ha cercato di allontanarla da logiche politiche e clientelari per creare un istituto più profittevole e paragonabile ai grandi concorrenti europei: negli ultimi 10 anni il valore delle azioni di Mediobanca è triplicato.










