Alberto Nagel lascia Mediobanca, sotto il controllo del Monte dei Paschi. Il banchiere ha dato le dimissioni insieme al consiglio di amministrazione con la sola eccezione di Sandro Panizza, uno dei due consiglieri eletti nella lista di Delfin votata da Caltagirone. Il board presieduto da Renato Pagliaro ha preso atto dell'esito dell'offerta di Mps, arrivata sopra il 64,6% della banca mentre mancano ancora due giornate per aderire. E ha fatto un passo indietro per favorire "un'ordinata e tempestiva transizione attraverso il rinnovo dell'organo".

Le dimissioni saranno efficaci dall'assemblea convocata il 28 ottobre e chiamata per rinnovare il cda per il triennio 2026-2028. L'appuntamento si terrà a porte chiuse e il voto verrà espresso tramite il legale rappresentante. Servirà, come sempre è avvenuto, anche ad approvare il bilancio, l'ultimo della lunga gestione di Nagel, chiuso con utile netto di 1.330 milioni e un dividendo di 1,15 euro per azione. "Sono passati oltre 34 anni da quando sono entrato in Banca ed oltre 22 da quando me ne è stata data la responsabilità. Un periodo molto lungo, nel quale abbiamo fatto insieme un percorso straordinario di crescita e rinnovamento ascrivibile interamente alla vostra capacità e senso di appartenenza", ha scritto Nagel in una lettera ai dipendenti del gruppo, dove continuerà lavorare nel suo ufficio fino al giorno dell'assemblea. Ha intanto venduto altre azioni con un incasso arrivato a 43 milioni di euro.