VENEZIA - Dopo la Toscana Vannacci punta anche il Veneto. L’ex generale della Folgore che Salvini ha promosso vicesegretario federale della Lega, sta tentando di far rientrare dalla finestra Stefano Valdegamberi. Il consigliere regionale cimbro della Lessinia ha la tessera del Carroccio ma, ormai da tempo, ha aderito al gruppo misto. È noto per le sue posizioni filo Putin e per i suoi contatti tuttora in essere con la Russia, ma è riuscito ad allacciare un rapporto molto stretto con Vannacci. Ha organizzato la presentazione del suo libro a Tregnago, in provincia di Verona, e si è schierato in suo favore in più occasioni.

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Secondo quanto confermato da fonti interne al partito, Vannacci starebbe tentando di far rientrare Valdegamberi nelle liste della Lega per la provincia di Verona. E siccome si tratta di un candidato che comunque si porta in dote circa 10 mila voti, la sua candidatura andrebbe quasi certamente a cannibalizzare quella di un altro consigliere regionale leghista: Filippo Rigo. «No, o io o lui», sbotta Rigo, evidentemente contrariato da una presenza di certo ingombrante nella stessa circoscrizione. «Non mi vogliono», ammette candidamente Valdegamberi, che in questi anni si è fatto riconoscere anche per alcune esternazioni controverse, come quella contro la sorella di Giulia Cecchettin. Il suo incedere ha pochi tratti in comune con quello del segretario regionale Alberto Stefani. E dunque, come risulta al Gazzettino, qualche resistenza interna ci sarebbe a un suo ritorno. Per questo Valdegamberi si sta giocando la carta Vannacci: «Credo che in questo momento di difficoltà e di necessità di rilancio potrei essere d’aiuto alla Lega», dice. «Ma non rincorro nessuno. È un dovere morale, perché mi hanno dato fiducia quando fui espulso dall’Udc e volevo lasciare la politica. Io non dimentico la storia. Ora la Lega ha bisogno di nuovi stimoli e di rilancio. Mi sembrerebbe vile non dare una mano, però sta a loro accettare».