VENEZIA - Roberto Vannacci sarà espulso dalla Lega o se ne andrà da solo? Fonderà un partito, visto che ha depositato il simbolo “Futuro Nazionale” e, nel caso, in quanti in Veneto lo seguiranno? Come finirà l’annunciato incontro con Matteo Salvini?

Tra i leghisti veneti sentimenti e opinioni sono differenti. C’è chi, come il presidente della Terza commissione in consiglio regionale Roberto Marcato, dice che l’espulsione di Vannacci dalla Lega «è una soluzione inevitabile e ovvia». C’è chi temporeggia, come il consigliere regionale vannacciano Stefano Valdegamberi: «Da quello che so io, il generale non ha preso nessuna decisione. Però è innegabile che da mesi è sotto il fuoco amico e tra i primi ad attaccarlo c’è Luca Zaia». C’è anche chi, come l’assessore veneziano Sebastiano Costalonga, anch’egli vicino al leader del Mondo al Contrario, auspica un chiarimento: «Buttarlo fuori sarebbe sbagliato».

I vertici del partito prendono tempo. Paolo Borchia, collega di Vannacci all’Europarlamento e vicesegretario della Lega-Liga Veneta: «Tutti a commentare senza sapere bene i termini della vicenda. Vannacci è qui con me a Bruxelles, ci parlerò. Quanto al simbolo, nessuno oggi sa se è propedeutico alla nascita di un partito». L’altro vicesegretario regionale, Riccardo Barbisan: «Non sono a conoscenza dell'intenzione di imminenti scissioni. Sto alle parole del Generale che due sere fa in un incontro pubblico ha detto che non ha intenzione di abbandonare la Lega e di fondare un nuovo partito. La Lega è un partito abbastanza grande e maturo per accogliere sensibilità diverse».