VENEZIA - Non solo il padovano Giulio Centenaro e il veronese Stefano Valdegamberi, orgogliosamente (e ostentatamente) vannacciani della prima ora. Come confermato dalle fonti federali della Lega, ma finora a quanto pare non così risaputo nella Liga Veneta, sono quattro i candidati nelle liste provinciali con la tessera dell’associazione che fa capo a Roberto Vannacci: ci sono anche la vicentina Milena Cecchetto e la veneziana Silvia Susanna. «Appoggerò i candidati locali, guarda caso molti di loro sono iscritti a “Il mondo al contrario”», sorride da Strasburgo l’europarlamentare e vicesegretario, mentre i capigruppo di Senato e Camera ribadiscono la linea decisa martedì in via Bellerio: «Il messaggio è stato molto chiaro, “no” a un partito nel partito», afferma Massimiliano Romeo; «I team vanno bene se sono circoli culturali che fanno attività culturali; ma se diventano alternativi alla linea politica della Lega, o fanno attività politica in alternativa alle strutture del partito, non vanno più bene», aggiunge Riccardo Molinari.
Tuttavia non è questo il caso del generale, assicurano i vertici leghisti, scacciando lo spauracchio di un nuovo “Faro” dieci anni dopo lo strappo di Flavio Tosi. Fino a ieri mattina, però, nemmeno Centenaro e Valdegamberi sapevano che ci sono altre due tesserate fra i candidati alle Regionali. «Non so chi siano sinceramente», diceva il padovano. «Non conosco, qualche donna forse», ipotizzava Valdegamberi. Proprio così, una consigliera uscente e una potenziale esordiente, finora più discrete ma non meno convinte nella loro adesione. Spiega ad esempio la vicentina Cecchetto: «Chi conosce la mia storia di sindaco, ricorda la mia battaglia per la caserma dei carabinieri a Montecchio Maggiore. Così come è noto che la mia prima iniziativa da consigliere regionale, è stata l’istituzione dell’elenco dei comandanti della polizia locale. Insomma sono sempre stata un “militare”. Mi sono iscritta all’associazione su sollecitazione di un'amica, non tanto tempo fa, per cui se vorrà sostenere la mia campagna elettorale, Vannacci sarà il benvenuto. Detto questo, non mi considero una “vannacciana”: sono una leghista, nata secessionista e diventata autonomista».







