Poteva mancare Paolo Berizzi nella fiera dei tweet in libertà su (e contro) Charlie Kirk? Intellettuali e opinionisti di sinistra di casa nostra si sono distinti in negativo con commenti ora sprezzanti ora equivoci riguardo all'omicidio del 31enne attivista conservatore americano, freddato con un colpo di fucile dal giovane Tyler Robinson durante un dibattito pubblico alla Utah Valley University.

Qualcuno come Alan Friedman o Piergiorgio Odifreddi ha cercato di minimizzare e dare le colpe allo stesso Kirk, colpevole di essere trumpiano e di aver "seminato odio". Vale a dire, aver difeso le proprie idee con pacatezza e dando sempre spazio ai suoi interlocutori, esempio perfetto il suo fortunato format "Prove me wrong" in cui affrontava dialetticamente chi non la pensava come lui.

CAPEZZONE E CHARLIE KIRK: "TUTTI A DESTRA", NADIA URBINATI FUORI CONTROLLO

Mosca e la provocazione del portavoce del Cremlino Peskov, "Nato è in guerra con noi". E la ricaduta it...

Oltre al "gesto", si è scatenata una polemica anche sulla radice politica del suo killer, il giovane Tyler Robinson. Di sinistra, vicino all'ideologia trans, si è detto subito. Poi ha preso piede la teoria opposta: l'assassino sarebbe di ultra-destra e avrebbe scelto Kirk perché troppo moderato. Una ricostruzione smentita dalla stessa famiglia di Robinson, definito un "leftist".