Una considerazione gira sulle chat di milanisti da qualche ora: per come si era messa la partita con il Bologna, lo scorso anno il Milan l’avrebbe persa. Questione di sicurezza nei propri mezzi, certo, fattore che nella sciagurata passata stagione era latitante. Ma a essere cambiato profondamente è l’abito tattico. La rivincita contro la banda Italiano a quattro mesi dalla sconfitta in coppa Italia è la summa del pensiero allegriano. Difesa compatta, centrocampo organizzato ed esperto, attaccante incaricato di dare una mano in fase di copertura, tutela dei diritti della propria squadra a costo di finire muso a muso con il quarto uomo dopo aver sventolato la mitica giacca. In parole povere, novanta minuti di Max in purezza. La rabbia certo era giustificata da una decisione aberrante del Var di cancellare la concessione del rigore decretata dall’arbitro. «Errore evidente» ha chiosato il presidente federale Gabriele Gravina. E in effetti l’Aia fermerà sia il varista Fabbri che il fischietto Marcenaro.