Max Allegri riduce tutto all’aspetto mentale. Forse perché nel suo Milan c’è poco altro: gioco e giocatori, infatti, non si stanno più alimentando a vicenda. Servono 6 punti nelle ultime tre partite per la matematica certezza della Champions, ammesso che la Roma faccia bottino pieno. Ma, Champions o meno, il clima attorno al Milan è teso e dentro il Milan c’è confusione a tutti i livelli. Il mondo rossonero pensa che si sia costruito poco. E quando Allegri dice che «il suo obiettivo è rimanere al Milan a lungo», probabilmente qualche tifoso ha alzato gli occhi al cielo.

Il popolo rossonero ha avviato una raccolta firme per chiedere le dimissioni dell’ad Furlani, superando quota 20mila sottoscrizioni. Prima della sfida all’Atalanta (20.45, diretta Dazn), a questo punto la più importante della stagione, contesterà la proprietà e la parte di dirigenza che ne fa le veci. «I tifosi dobbiamo ringraziarli, siamo noi a dover invertire l’inerzia», spiega Allegri, che tiene una conferenza di vigilia dai toni tranquilli per isolare la squadra dalla confusione circostante. Però la confusione regna anche nella mente dello stesso allenatore che folleggia sull’assetto tattico in risposta alla carestia di gol: «Tridente? Può darsi».