Sorriso tirato in volto, ammiccamenti ai giornalisti appostati davanti all’ingresso, passo svelto di chi ha tante cose da fare e vuole darlo a vedere: così Max Allegri entra a Casa Milan all’alba del giorno dopo la sconfitta contro la Cremonese. Furlani e Tare erano già alle scrivanie, pronti per fare il punto della situazione. Un piccolo sforzo domenicale, il minimo che si potesse fare dopo il grande flop dell’esordio. Ma il minimo non basta per risollevare il Milan dagli orrori del recente passato: serve di più. Serve il massimo, oltre che un Max in versione “allenatore” come non lo è da troppi anni perché questa squadra non verrà sistemata dai colpi dell’ultima settimana di mercato. Questa squadra va allenata in profondità, a prescindere da chi arriverà. Chi arriverà? Un centravanti, di sicuro. Un difensore centrale, forse. E un centrocampista se si concretizza la cessione di Musah all’Atalanta. Per la mediana, ultima delle priorità, Allegri ha chiesto Rabiot in uscita dal Marsiglia a cui verrebbero girati 15 dei 25 milioni chiesti per Musah. È un’indicazione bizzarra dato che prima bisognerebbe dar credito a Ricci e Jashari, lasciati in panchina contro la Cremonese, ma tant’è: quando un allenatore perde qualche certezza, tende a suggerire i giocatori con cui ha già lavorato.