Un tracollo totale e il Milan ha solo 180' per riuscire a riemergere.
Un anno dopo il fallimento della passata stagione, i rossoneri rischiano ancora di non andare in Champions League. La sconfitta contro l'Atalanta ha certificato le difficoltà di una squadra che, dopo il derby, ha avuto un ritmo da retrocessione.
Sette punti in otto giornate, mentre le dirette contendenti ad un posto in Champions ne hanno conquistati almeno 16, come la Roma o ben 18 come la Juve. Invece il Milan si è fatto affossare dai soliti problemi, ritrovandosi impantanato nelle costanti polemiche legate a Rafael Leao, alla mancanza di un numero 9 vero (storia che si ripete dai tempi dell'addio di Pippo Inzaghi, se si esclude il periodo positivo di Giroud); dall'eterna diatriba tra bel gioco e risultato.
Così con il trascorrere delle settimane, il Milan è passato dall'essere il principale contendente dello scudetto all'Inter, a rischiare di restare - ancora - fuori dalla Champions. I tifosi sono esausti, sconsolati. Monta la rabbia perché la storia del Milan ha ben altre ambizioni.
E probabilmente ciò che fa soffrire di più la piazza rossonera, è proprio la mancanza di storia, di legame con il club. Il dito è puntato su Giorgio Furlani colpevole secondo la Curva Sud, di aver smantellato una squadra capace di vincere lo scudetto. L'addio a Paolo Maldini è una ferita aperta e quando le cose non vanno a San Siro tornano i cori che invocano la bandiera rossonera. La narrazione delle anime in contrapposizione nel Milan, racconta di un club disunito, senza programmazione, incerto.












