Forse è prematuro convincersi che il Milan è tornato, che la rosa — pur priva di pedine fondamentali che il mercato ancora dovrà fornire — è già competitiva, che Leao è prossimo a vivere la sua stagione da protagonista e che Max Allegri non è il tecnico superato che dalle parti di Torino lo scorso anno ci hanno indotto a pensare. Forse è presto credere a tutto questo però, dopo un ottavo posto e due esperienze sgangherate in panchina, è difficile non lasciarsi trasportare dalle recenti indicazioni positive.