Non è nemmeno calcio d’agosto, quello che prelude all’avvio del campionato, ma quello di fine luglio fa decisamente sognare ad occhi aperti i tifosi del Milan. Perché dopo la sconfitta di misura, e più che dignitosa, con l’Arsenal, la squadra di Max Allegri si toglie lo sfizio di battere per 4-2 i campioni d’Inghilterra del Liverpool. E la vittoria nella seconda amichevole giocata ad Hong Kong è tutto tranne che figlia del caso. Rispetto a quanto (non) ammirato sino a un paio di mesi fa pare di vedere una squadra completamente trasformata, non solo sotto l’aspetto tattico.
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A far la differenza tra quel mondo e questo nuovo mondo è l’atteggiamento, lo spirito di sacrificio, l’attitudine di alcuni calciatori in passato svogliati e ora dentro il nuovo mood allegriano. Uno su tutti Rafa Leao, per il quale il tecnico livornese aveva già speso parole al miele nel giorno della presentazione a Milanello. Evidentemente Max ha saputo toccare le non semplici corde del portoghese. Che da indolente si è trasformato, in attesa poi di conferma in gare che avranno un peso specifico diverso, in pedina centralissima nel progetto che sta per prendere corpo. Mancano altri tasselli per completare la rosa che dovrà tornare per assicurarsi un posto in Champions, ma frattanto è Rafa a prendersi tutta la scena. A 26 anni si trova nel pieno della maturità calcistica, e chissà che all’interno dei suoi pensieri non sempre così lineari, il numero 10 non posso aver trovato la retta via. D’altronde, le qualità tecniche e fisiche non sono mai state in discussione. Sua la rete al 11’ che sblocca la gara.










