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Che siano osservati in un documentario o dal vivo durante un’immersione verso il fondale marino, i movimenti dei polpi appaiono eleganti e al tempo stesso caotici e difficili da descrivere. A questa sensazione di confusione contribuisce il fatto che le loro otto braccia (si chiamano così e non tentacoli, per via delle loro caratteristiche anatomiche) si muovono insieme, a volte per raggiungere lo stesso scopo, in altri casi per fare cose molto diverse. Un gruppo di ricerca ha provato a capirci qualcosa di più, osservando con pazienza e dedizione oltre due ore di video (ogni movimento dura pochi secondi) che mostrano questi animali in varie condizioni.

Lo studio è stato pubblicato di recente sulla rivista scientifica Scientific Reports ed è considerato uno dei cataloghi più dettagliati sui movimenti dei polpi finora realizzati. Il gruppo di ricerca della Florida Atlantic University e del Marine Biological Laboratory di Woods Hole (entrambi negli Stati Uniti) ha notato che in linea generale i polpi usano specifiche braccia per svolgere compiti altrettanto specifici. Hanno quindi una certa preferenza e per le attività più complesse impiegano con maggiore frequenza le quattro braccia frontali rispetto a quelle posteriori.