Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre il porto di Beihai, nella Cina meridionale, ha accolto nel giro di pochi giorni quattro navi cisterna provenienti dall’Artico russo.
Metaniere dai nomi poetici – “Arctic Mulan”, “Voskhod” (Oriente), “Zarya” (Aurora), “Buran” (Tempesta di neve) – ma iscritte alla lista nera delle sanzioni occidentali, come il megaprogetto basato sulla penisola siberiana di Gydan da cui erano partite: Arctic LNG 2, il cui operatore Novatek – primo produttore russo – ha poi confermato la prima consegna di gas naturale liquido alla Cina.
«Cina e Russia stanno sondando le acque: se tutto questo avviene senza provocare una reazione americana, i cinesi e altri acquirenti sapranno che comprare gas da una compagnia sanzionata non è un problema.








