Nel silenzio del Mar Baltico, tra le acque che bagnano Danimarca, Polonia e Germania, cresce la preoccupazione per l’intensificarsi delle attività militari russe. Negli ultimi giorni, movimenti insoliti di navi e sottomarini di Mosca hanno attirato l’attenzione delle autorità europee. Si tratta della stessa rotta strategica usata dalla cosiddetta "flotta ombra" russa, che trasporta petrolio soggetto a sanzioni internazionali (e, secondo alcuni analisti, anche materiali di altra natura).
L’episodio più recente riguarda la nave da sbarco Aleksandr Shabalin, protagonista di una lunga sosta in acque internazionali, a est dell’isola tedesca di Fehmarn. Dopo giorni di inattività apparente, l’imbarcazione ha ripreso il mare per portare a termine la sua missione: scortare e monitorare il passaggio delle unità commerciali russe attraverso il Baltico.
Dotata di radar rotante, la Shabalin è stata seguita a distanza dalla motovedetta tedesca Bamberg e da un’unità della Guardia costiera danese. Anche la nave appoggio della Marina tedesca Werra è stata coinvolta nelle operazioni di osservazione, ma - trovandosi la Shabalin in acque internazionali - non sono stati presi ulteriori provvedimenti. Nelle ultime ore, la nave da sbarco è stata avvistata mentre accompagnava la cargo Sparta IV, sospettata da diversi osservatori di trasportare materiale bellico. Secondo i tracciamenti di Marine Traffic e di esperti navali indipendenti, le due unità si troverebbero ora al largo della Polonia, dirette verso Kaliningrad, l’enclave russa tra Polonia e Lituania che ospita una delle basi più rilevanti della Flotta del Baltico.






