Da quando l’Occidente ha imposto restrizioni alle esportazioni di petrolio della Russia, Mosca ha messo in atto una serie di pratiche ingannevoli per non intaccare troppo l'economia. Ora però la situazione ha subìto un'ulteriore accelerazione, con nuovi record dopo che Regno Unito e Unione Europea hanno inasprito le sanzioni. «Nei miei 25 anni di reportage sulla Russia e sui flussi petroliferi globali, non ho mai visto nulla di simile a quello che stiamo affrontando ora», ha detto Michelle Bockmann, della società di dati marittimi Windward AI.

Una delle pratiche più comuni è quella secondo cui le navi sanzionate cambiano rapidamente la loro bandiera e manipolano i loro segnali di localizzazione, attraverso il sistema globale di identificazione automatica, per fingere di trovarsi in luoghi diversi.

Questa tattica, nota come spoofing, viene utilizzata soprattutto quando le navi russe effettuano trasferimenti illeciti in mare dei loro carichi di petrolio verso navi non inserite nella lista nera, riciclando il carico appena prima che arrivi nei porti. Secondo i dati di Windward AI, il numero di navi interessate da interferenze GPS è aumentato vertiginosamente del 510% dall'inizio dell'anno, raggiungendo un totale di 11.600 tra luglio e settembre. Anche il numero di navi battenti bandiera falsa è raddoppiato negli ultimi nove mesi, superando per la prima volta quota 1.000.