GENOVA – La rotta è stagionale e il tipo di nave impiegata è di piccole dimensioni. Ma l’idea che Cina e Nord Europa possano essere collegate via mare in 18 giorni passando dall’Artico deve far riflettere i porti del Mediterraneo, avverte Augusto Cosulich, presidente della “Fratelli Cosulich”, colosso della logistica da più di due miliardi di euro di fatturato e agente della compagnia di stato cinese Cosco.

Primo viaggio sulla rotta artica: Xi guida la rivoluzione dei ghiacci

di Maurizio Molinari

Ma che cosa può accadere con l’apertura della rotta artica?

«Il collegamento è già stato tentato in passato, ora però il surriscaldamento del pianeta che fa sciogliere i ghiacci spinge a sperimentare una rotta stabile. Siamo solo agli inizi, pochi mesi l’anno, una nave da 5mila container. Ma bisogna stare attenti, perché se l’operazione si rivelasse redditizia, allora la Cina potrebbe strutturarsi per cogliere al meglio questa opportunità. Tenete conto che la rotta sarà quasi tutta nel territorio della Russia, Paese che si sta preparando a una grande flotta di unità nucleari pronta nel 2030».