La Cina inaugura il primo servizio regolare di trasporto container attraverso la Rotta del Mare del Nord, riducendo fino alla metà i tempi di navigazione verso l’Europa. La nuova “Ice Silk Road” rafforza il ruolo strategico dell’Artico e consolida la cooperazione con la Russia in un contesto segnato dalle tensioni nel Mar Rosso e nei principali choke point marittimi
Con le tensioni che continuano a minacciare alcuni dei principali choke point del commercio mondiale, dallo stretto di Hormuz a Bab el-Mandeb, la Cina accelera sulla ricerca di rotte alternative verso l’Europa. E lo fa riscoprendo la via polare, come mostrato dal lancio del primo servizio regolare di trasporto container attraverso l’Artico. La compagnia cinese Sea Legend inaugurerà questa settimana una linea settimanale tra Ningbo, sulla costa orientale della Cina, e il porto britannico di Felixstowe. L’azienda ha ribattezzato il collegamento “Ice Silk Road”, richiamando la Nuova Via della Seta e il crescente interesse di Pechino per le rotte polari.
Il vantaggio è soprattutto nei tempi. Il viaggio, che lungo la rotta tradizionale richiede circa quaranta giorni, potrà essere completato in circa venti, a seconda delle condizioni dei ghiacci. Nell’estate artica il ghiaccio marino si ritira infatti a sufficienza da consentire il transito anche a navi prive di capacità rompighiaccio. La nuova rotta risponde anche alla crescente instabilità delle vie marittime tradizionali. Gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e le ricorrenti tensioni attorno a Hormuz hanno riportato al centro del dibattito la vulnerabilità delle principali arterie commerciali mondiali. Per gli armatori, il passaggio artico rappresenta quindi un’opportunità per ridurre tempi, costi e rischi geopolitici.










