Non più viaggi sperimentali, ma un servizio di trasporto container regolare e a cadenza settimanale, utile, almeno nei mesi estivi, a diversificare le rotte commerciali del primo esportatore al mondo. Partirà domani, 12 agosto, il nuovo collegamento gestito dal gruppo cinese Sea Legend che costeggiando i litorali settentrionali della Russia attraverserà la rotta del Mare del Nord partendo Ningbo, porto sulla costa orientale dalla Repubblica popolare, destinazione Felixstowe, nel Regno Unito. Prende corpo la Via della Seta polare teorizzata per la prima volta nel 2018 da Pechino in un libro bianco pubblicato dal ministero degli Esteri. Un itinerario strategico per evitare i colli di bottiglia degli stretti marittimi dell'Oceano indiano e che permette alle navi container partite dalla Cina di dimezzare i tempi di percorrenza. La crisi di Hormuz, snodo cruciale del traffico di petroliere, bloccato o costretto a funzionare a singhiozzo dallo scoppio del conflitto in Iran lo scorso 28 febbraio, dimostra l'importanza di strade alternative.
L'autorizzazione Venerdì scorso il colosso statale di Mosca, Rosatom, che gestisce la rotta, ha autorizzato la Sea Legend a lanciare il servizio facendo compiere un salto di qualità alle aspettative sia di Mosca sia di Pechino. Come ricorda il Financial Times, la compagnia, attiva sui mercati turco e nordafricano, ha battezzato il servizio 'Via della Seta di Ghiaccio'. La nuova rotta, a seconda delle condizioni nel Circolo polare artico, permetterà di ridurre di un terzo fino a dimezzare i normali tempi di navigazione di 40 giorni tra i due porti. La decisione fa seguito al record di 23 transiti attraverso la Rotta Marittima del Nord registrati la scorsa estate, rispetto ai 15 viaggi del 2024. Sea Legend ha dalla sua anche il successo del viaggio della Istabul Bridge, capace lo scorso anno di percorrere la distanza tra Ningno e Felixstowe in venti giorni, un tempo che lo stesso operatore ha definito «da record». Secondo il numero uno di Rosatom, Alexei Likhachev, le incertezze globali e geopolitiche, assieme alle tensioni nel Golfo Persico, stanno rendendo sempre più importante la nuova arteria di navigazione. In realtà da anni la rotta nordica è al centro dei documenti strategici di Pechino, citata sia nel quattordicesimo Piano quinquennale, quello che copre gli anni 2021-2025, sia nella strategia Visione 2035 per trasformare e innovare l'economia d'oltra muraglia. La traversata polare, infatti, è pensata per diversificare la logistica cinese e rafforzare la capacità del Paese (che a luglio ha registrato un surplus commerciale di 112,5 miliardi di dollari) di aggirare possibili colli di bottiglia per gli scambi commerciali, come il Mar Rosso, lo Stretto di Malacca e il golfo Persico . Costeggiare le sponde settentrionali della Federazione russa non è tuttavia per Pechino la ricerca di una via capace di sostituirsi alle rotte meridionali o alla tratta ferroviaria terrestre della China-Europe Railway Express. È una via alternativa utile nei mesi estivi. La finestra per poter sfruttare il passaggio a Nord è infatti limitata. Nel caso della Sea Legend il servizio sarà operato tra il 12 agosto e il 27 ottobre prossimo. L'associazione cinese degli armatori prevede invece traffici tra luglio fino a tutto settembre. La traversata al Nord sta quindi diventando sempre più istituzionalizzata da parte di Pechino. Uno sforzo che chiama in causa il governo e le sue ramificazioni. Il ministero dei Trasporti, ad esempio, ha avviato un servizio per fornire aggiornamenti alle navi circa la situazione del ghiaccio tra lo stretto di Bering fino al mare di Barents.La cooperazione Anche la cooperazione con Mosca va avanti da alcuni anni. Esiste infatti un allineamento di interessi tra Cremlino e Repubblica popolare. Il primo vuole intensificare il traffico e la ricerca di capitali lungo la rotta. Pechino guarda alla diversificazione delle rotte. Ecco quindi le ragioni di una cooperazione partita nel 2023 e cementata l'anno successivo da lancio di una sotto commissione all'interno del costante dialogo intergovernativo tra le due potenze, incaricata di lavorare al progetto. Che in futuro potrebbe avere anche altre ramificazioni e guardare all'estrazione e alla ricerca di materie prime critiche.











