Mentre l’anno scolastico riprende in ordine sparso di regione in regione, il fronte progressista degli insegnanti si muove compatto perché pare che ci sia una minaccia grave a incombere sulla scuola. C’è da denunciare la militarizzazione degli istituti e delle università che avanza senza incontrare resistenza. O almeno è quello che lascia intendere l’appello dell’apposito Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università che «stanno diventando terreno di conquista di una ideologia bellicista e di controllo securitario che si fa spazio attraverso l’intervento diretto delle forze armate» con «una miriade di iniziative tese a promuovere la carriera militare». I genitori dovranno stare molto attenti e controllare quotidianamente il registro elettrico per non ritrovarsi con un figlio al fronte.

Accede così che, in tutta Italia, in occasione dei primi collegi docenti dell’anno venga promossa l’adesione alla campagna “Noi siamo docenti Pacefondai”. Il pretesto è la denuncia di quanto avviene nella Striscia di Gaza. «Non possiamo non condannare i fantomatici progetti di fare di Gaza la riviera balneare del continente asiatico con la conseguente deportazione del popolo palestinese altrove» si legge in un documento. «Non possiamo non condannare quello che per la Corte penale internazionale e per accreditate Ong viene rubricato come genocidio». Da qui l’invito a sottoscrivere l’appello: basta indicare, oltre al nome e al cognome, la qualifica, il comune di residenza e l’e-mail.