Ma sono scuole o centri sociali? Tutti a lezione di propaganda palestinese. In cattedra ci sono presidi e docenti con la kefiah legata attorno al collo. È un florilegio di circolari a senso unico, lavoretti per esaltare la Flotilla, cortei per le città, incontri senza contraddittorio e revisionismo storico. L’indottrinamento pro-Pal ha invaso le aule degli istituti, dalle elementari alle superiori (le università lasciamo perdere...): un bubbone scoppiato alla faccia delle famiglie (che perlomeno sui figli minorenni dovrebbero avere voce in capitolo) in tutta Italia. Da nord a sud.

A Mantova, la dirigente scolastica dell’istituto superiore Enrico Fermi nonché consigliere comunale del Pd, ha fatto risuonare tra i corridoi, per tre volte, l’invito a firmare un documento a sostegno della crociera diretta a Gaza qualche giorno prima che fosse fermata.

«La Global Sumud Flotilla con la sua navigazione coraggiosa ha attraversato il mare per fare arrivare a tutto il mondo un messaggio potente di non violenza, solidarietà e speranza verso il popolo palestinese. Noi siamo tra coloro che lo accolgono e lo rilanciano da terra», era il messaggio pompato dagli altoparlanti della scuola. Modus operandi da Corea del Nord.