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Ultimo aggiornamento: 13:40

La schedatura come prassi. Due notizie differenti, ma a loro modo convergenti.

La prima. Una decina di giorni fa la Direzione Generale per gli Affari Internazionali del Mim ha inviato una nota agli Uffici Scolastici Regionali, invitandoli ad avviare una rilevazione degli alunni palestinesi presso le istituzioni scolastiche italiane per l’anno scolastico in corso, corredata da una sezione facoltativa riguardante informazioni specifiche su eventuali percorsi di inserimento appositamente predisposti. La notizia si diffonde in occasione della richiesta inoltrata dall’Usr Lazio, in realtà preceduta da quella dell’Usr Lombardia, che addirittura fissava la data di chiusura del censimento al 3 dicembre.

Alla prontissima reazione di Usb e FLCgil, che hanno immediatamente pubblicato un comunicato in cui sostanzialmente chiedevano spiegazioni rispetto ad una richiesta irrituale e sospetta, è stato risposto da Carmela Palumbo, capo dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Mim: “E’ un monitoraggio che facciamo sulla falsariga di quanto abbiamo fatto per degli studenti ucraini: non abbiamo nomi e cognomi ma solo numeri divisi per regioni e ordine scolastico, con particolare attenzione con chi deve sostenere gli esami”.