I test genetici come strumento di prevenzione per il cancro. Un metodo diagnostico che può salvare la vita, soprattutto in persone con famigliarità alla malattia. Stefania Zovato, direttrice Unità Tumori Ereditari dello Iov, Istituto Oncologico Veneto, è da anni in prima linea nello studio delle mutazioni genetiche che causano i tumori. Sul fronte dei tumori ereditari gravi e multipli, ha una buona notizia: un farmaco nuovo che dà speranza, già approvato negli Stati Uniti, dai primi mesi del prossimo anno utilizzabile anche in Italia. «Il farmaco si chiama Belzutifan, potremmo iniziare a usarlo su richieste personalizzate per la sindrome di Von Hippel Lindau (Vhl), patologia ereditaria rara e complessa – spiega la dottoressa Zovato -per cui l’Unità Tumori Ereditari dell’Istituto Oncologico Veneto è Centro con il maggior numero di pazienti in Italia. È una forma di malattia che sviluppa contemporaneamente più tumori, emangiomi spinali, cerebrali, angiomi della retina, del pancreas, del rene e delle ghiandole surrenali, finora non c’erano terapie mediche. Il farmaco invece è efficace, una grande conquista. La cura dei tumori sta evolvendo rapidamente grazie a tecnologia, medicina di precisione, genomica e genetica. Si allarga la speranza di trattamento per vari tipi di cancro».