La lotta contro i tumori passa come è ormai acclarato soprattutto dalla prevenzione. All’ospedale Vito Fazzi di Lecce è stato eseguito un intervento combinato di chirurgia ricostruttiva post-mastectomia bilaterale e ovariectomia profilattica su una paziente di 60 anni con una predisposizione genetica ai tumori della mammella e dell’ovaio. L’operazione, perfettamente riuscita, è stata realizzata grazie alla collaborazione tra la Breast Unit e il gruppo di Ginecologia oncologica.

Per arrivare a un risultato del genere si deve procedere per step: indispensabili i test genetici per individuare varianti patogenetiche associate a un aumentato rischio oncologico perché rappresentano oggi uno strumento di prevenzione raccomandato, ma solo in presenza di specifiche condizioni cliniche o familiari. In particolare, sono indicati in caso di tumori alla mammella o all’ovaio in famiglia, soprattutto se insorti in età precoce o in più parenti, oppure in presenza di caratteristiche cliniche particolari.

In questi casi, la valutazione avviene attraverso una consulenza oncogenetica, che consente di definire l’effettiva utilità del test e orientare percorsi di prevenzione mirati. Un uso appropriato permette infatti di individuare le persone realmente a rischio, evitando esami non necessari e garantendo interventi efficaci e personalizzati.