Dopo la pausa estiva “qualcosina” si sta muovendo nell’ambito del personale della sanità pubblica. Lo scorso 4 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di Ddl sulle professioni sanitarie che riguarda anche il cosiddetto scudo penale dei medici. Il testo, in realtà, comprende una infinità di tematiche complesse e delicatissime – sono complessivamente ben tredici i punti di delega - dalle specializzazioni all’attrattività delle professioni sanitarie fino alla governance dell’Intelligenza Artificiale.
Si tratta di un disegno di legge per cui, per capire nel dettaglio le misure che saranno attuate si devono attendere i decreti legislativi delegati da adottare entro il 31 dicembre 2026, mentre le norme sulla responsabilità penale e civile sono di immediata applicazione.
Ho utilizzato la parola “qualcosina” perché per il resto delle questioni aperte abbiamo buio pesto. Nessuna notizia, per quanto flebile, riguardo ai due Atti di indirizzo per le aree dirigenziali, mentre il comparto attende la firma definitiva del Ccnl siglato lo scorso 18 giugno: il Presidente dell’Aran disse che avverrà in autunno, il che può voler dire fra pochi giorni o fra due mesi. Per la cronaca, per il precedente contratto del 2022 sono trascorsi 139 giorni tra Preintesa e firma definitiva.







