Si prepara a diventare strutturale, con l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, lo scudo penale per i medici, già previsto durante il periodo della pandemia di Covid e poi prorogato più volte. Con una modifica del Codice penale, si prevede che il sanitario che commette reati di lesioni o omicidio colposo nell'esercizio della propria attività sia punibile solo per “colpa grave”, a condizione che abbia seguito linee guida accreditate o buone pratiche clinico-assistenziali, tenendo conto anche del contesto operativo e della “scarsità delle risorse umane e materiali disponibili”.
Lo scudo penale diventa strutturale: cambia il codice penale
Dopo tanti rinvii arriva dunque lo scudo penale tanto atteso dai camici bianchi con il via libera in consiglio dei ministri alla riforma delle professioni sanitarie: un disegno di legge delega che prova a ridisegnare la mappa di incentivi e carriere per il personale sanitario e che prevede come unica norma subito operativa - appena il Ddl diventerà legge - proprio le misure in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie. Lo scudo penale - che però il Governo non vuole chiamare così perché evoca un “salva condotto”, mentre resta in piedi sia la responsabilità penale per colpa grave che ovviamente quella civile - già sperimentato durante il Covid e finora prorogato modifica definitivamente il codice pensale aggiungendo due nuovi commi all'articolo 590, ma va anche a cambiare le norme della legge Gelli Bianco del 2017 che aveva già modificato la parte penale e civile della responsabilità sanitaria. Su quest'ultimo fronte le nuove norme ribadiscono come il personale sanitario debba attenersi alle buone pratiche clinico-assistenziali e introducono - come per la responsabilità penale - la valutazione della colpa alla luce dei fattori di contesto che possono impattare sull'attività sanitaria (dalla carenza del personale ai casi di emergenza). Infine le linee guida vengono rafforzate e definite “inderogabili”.













