Tutto il personale delle aziende sanitarie da tempo incontra grandi e quotidiane difficoltà lavorative. Per i sanitari, le carenze organiche impongono turni massacranti e la situazione è aggravata da un eccesso di burocrazia della quale si lamentano, giustamente, sia i dirigenti sanitari che professionisti del comparto.

Dal canto loro, gli amministrativi devono continuamente districarsi tra leggi scritte male o obsolete e basterebbe citare le astrusità del codice degli appalti o della normativa concorsuale per testimoniare come due funzioni fondamentali come gli acquisti di beni e servizi e il reclutamento siano ormai difficili da espletare correttamente e in modo celere.

Gli “incubi” del personale

In questo scenario si aggirano due particolari incubi per il personale: la responsabilità penale e quella erariale. La prima è legata strettamente alla tematica della depenalizzazione dell’atto medico, rivendicazione prioritaria dei sindacati medici, rispetto alla quale tuttavia si rileva uno stallo completo e degli esiti della commissione D’Ippolito si sono ormai perse le tracce. La seconda coinvolge le direzioni strategiche e i dirigenti Pta, anche se non è affatto escluso che un medico o un veterinario e altri professionisti sanitari possano incorrere nel danno erariale. Nel suo stato odierno, sembra più lineare la situazione della responsabilità amministrativa, almeno formalmente; ma in questi ultimi giorni è accaduto qualcosa che definire surreale è davvero poco. Vediamo di cosa si tratta.