L’effetto acquatico – Un colpo di fulmine a prima svista (L'effet aquatique) (2016) è l’ultimo film — postumo — della regista islandese Sólveig Anspach, scomparsa prematuramente poco prima della fine delle riprese, portate a termine dal fidato co-sceneggiatore francese Jean-Luc Gaget.
Si tratta del capitolo finale di una ideale trilogia iniziata con Back Soon (2008) e proseguita con Queen of Montreuil (2012), con i personaggi riuniti per un’ultima luminosa danza collettiva.
Il cuore del film è l’incontro tra Samir (Samir Guesmi), gruista quarantenne di Montreuil, e Agathe (Florence Loiret-Caille), istruttrice di nuoto dal carattere un po’ spigoloso nella piscina municipale di quartiere. Lui s’innamora di lei a prima vista e, per starle vicino, si iscrive ai suoi corsi fingendo di non saper nuotare. La bugia resiste poco, ma la determinazione di Samir non si ferma di fronte all’imbarazzo: quando scopre che Agathe è attesa a un convegno di insegnanti di nuoto in Islanda, decide di seguirla. Qui, tra equivoci, svelamenti e persino un’amnesia, il destino rimescola le carte finendo per avvicinare di nuovo i due protagonisti.
Assieme a loro ricompare la vulcanica islandese Anna (Didda Jónsdóttir), personaggio chiave dell’universo di Anspach nei suoi film precedenti. Una figura sopra le righe che conserva il candore anticonformista tipico del cinema della regista.








