Non è mai troppo tardi per lavorare su sé stessi e diventare una persona migliore. Sembra essere questo il tema al centro di La petite, il lungometraggio del regista e scrittore francese Guillaume Nicloux dedicato alle vicende di un restauratore di mobili di Bordeaux.

Protagonista indiscusso della storia è infatti Joseph, un sessantenne che cerca con tutte le forze di superare il dolore per la perdita improvvisa del figlio Emmanuel, morto in un incidente aereo nel corso di un viaggio con il suo compagno Joaquim.

Per tentare di mantenere ancora un contatto con il figlio, Joseph si mette alla disperata ricerca della madre surrogata che porta in grembo il suo futuro nipote, destinato forse a non venire mai alla luce.

Dopo il funerale di Emmanuel, prende quindi il primo volo disponibile e parte per il Belgio alla ricerca di una donna di nome Rita Vandewaele, impiegata in un negozio di biciclette di Ghent.

Tratto dal romanzo "Le Berceau" di Fanny Chesnel ? alla sceneggiatura insieme allo stesso Nicloux – il film è una riflessione delicata, a tratti fiabesca, sull’elaborazione del lutto e la maternità surrogata, proibita in Francia ma legale in Belgio, solo se gratuita.