GERUSALEMME - Il Cairo, no: in quell’albergone sul Nilo s’era andati per anni, e inutilmente. Istanbul, nemmeno: ospitava già i negoziati per l’Ucraina. I sauditi, evitare: avevano troppi interessi dappertutto. Alla fine, non restava che Doha. Un campo per nulla neutro, ma forse adatto e gradito a tutti. Il piccolo e ricchissimo Qatar che era riuscito nella manutenzione dei sorrisi con gli americani e gl’israeliani, con gl’iraniani e i turchi.
Doha, la tana d’oro di Hamas. Dalle superville al gelo per i negoziati in stallo: perché tutto passa dal Qatar
Anche Netanyahu ha legami profondi con Doha, poi sfociati nel cosiddetto Qatargate














