Forgiata nel corpo da una malattia che lasciò sul suo corpo tracce indelebili, nello spirito da prematuri lutti familiari che la lasciarono sola al mondo e nell’acume intellettuale da un padre lungimirante, Joséphine de Savage è una donna che ha saputo scrivere la storia del vino. In un tempo in cui alle donne era richiesta la bella presenza, un’educazione salottiera e abilità nel ricamo, lei non ha esitato nello scendere in campo, in vigna e in cantina.
“Joséphine non sa che il nome di Yquem, sconosciuto e dalle origini incerte, diventerà celebre in tutto il mondo proprio grazie a lei”. Il libro ‘La ragazza delle meraviglie’ di Christel de Lassus, edito da Slow Food Editore (pagg. 304, euro 18), ripercorre con meticolosa ricostruzione storica, intessuta sulle vicende familiari e personali, la nascita del mito nel vino: Château d’Yquem. Grazie alle parole della storica della moda e del lusso, e Professeur des Universités presso la Gustave Eiffel, dedita alla documentazione e al racconto di donne che abbiano saputo imprimere una svolta nei loro campi, si ripercorre l’epopea di quello che definire Sauternes è riduttivo. Château d’Yquem, vigne, cantina e bottiglie, afferiscono al mito dell’enologia mondiale, e non solo francese: unico vino bianco dolce che nella storica Classificazione di Bordeaux del 1855 a ottenere il riconoscimento di Premier Cru Supérieur.






