Ivolti di sessantadue donne incorniciano una storia unica. Quella del Barolo, quella di una Langa dal volto di donna. Dei Barolo Boys si è parlato a lungo. Meno della straordinaria partecipazione delle Barolo Girls alla realizzazione di un simbolo, alla trasformazione di un intero territorio vocato al vino e oggi conosciuto in tutto il mondo.

La lettura

Pubblicato da Gribaudo (pagg. 216, euro 24), “Barolo Girls, la rivoluzione rosa del re dei vini”, scritto da Clara e Gigi Padovani, è un’approfondita analisi di quanto, tra le vigne della Langa, si intreccino storie di donne visionarie: dal primo vino Barolo della marchesa Giulia Colbert Falletti alle giovani Sbarbatelle, in un’opera che negli anni ha salvaguardato una tradizione trasformandola in colline patrimonio dell’Unesco.

Perché la Langa descritta ne La Malora da Beppe Fenoglio oggi si è trasformata, passando da una povertà rassegnata a una ricchezza non smodatamente esibita, non è – dicono gli autori – “nemmeno più la terra colpita da improvviso benessere, di facili guadagni, di sconsiderati impiantamenti di vite o di affannate affermazioni all’estero. Ora la Langa ha il volto di donna”. Colline e vigne che trasmettono serenità e dolcezza, senza spigoli ma con una geometria impeccabile, terre pettinate, emozionanti.