Ha 35 anni e guida da sola una cantina a La Morra, nel punto più alto della denominazione del Barolo. Tre anni fa la sua vita era a Milano, tra comunicazione e marketing; oggi è immersa nel silenzio delle Langhe, circondata dai vigneti che avvolgono il casolare. Un cambio radicale, nato da una scelta personale ma anche da un passaggio inevitabile.
Per Chiara Lanci, quel ritorno ha segnato il tempo di un nuovo capitolo della vita. Dopo anni nella quotidianità caotica della metropoli, molla tutto per tornare nelle campagne ricamate delle Langhe e dedicarsi all’azienda di famiglia, raccolta intorno alla collina di Serradenari, uno dei punti più belli e panoramici del territorio di La Morra.
La storia recente della cantina passa da una figura centrale: il padre, Gianfranco Lanci, per tutti “l’Ingegnere”. È lui che nel 2010 rileva la proprietà fondata da Beppe Dosio, affascinato da quella collina sospesa tra filari e Alpi. Un luogo che diventa un nido dove progettare il domani ancorato alle proprie origini, dopo una carriera internazionale.
Nel 2023 la sua scomparsa improvvisa segna un punto di rottura. Chiara decide di fermarsi, rimettere in discussione il suo percorso e prendere in mano l’azienda. Non è solo un passaggio generazionale, ma una scelta consapevole: essere presente, costruire una direzione autonoma, dare forma a un’idea di cantina che tenga insieme vino, accoglienza e benessere. Oggi ad affiancarla in cantina c’è l'enologo Andrea Autino, che è anche membro del cda.






