di Luciano Ferraro

A Trezzo Tinella, in provincia di Cuneo, un eidificio di 6.500 metri quadrati per le uve di 30 ettari. Dieci vitigni da 6 zone. Né bollicine, né rossi, solo vini bianchi fermi. Rossana Gaja: stiamo vivendo un momento magico

«Noi la chiamiamo Altra Langa. Non Alta Langa». In questa aggiunta di consonante c’è tutto Angelo Gaja. Il Signore del Barbaresco è salito in quota. Ha costruito una cantina color sabbia, sobria ed essenziale come i suoi vini. A Trezzo Tinella (Cuneo). Non per inseguire la tendenza delle bollicine, qui con marchio Alta Langa Docg. «Noi investiamo sul futuro del vino bianco», annuncia Rossana Gaja.

Si sale dalle colline del Nebbiolo, la strada diventa sentiero, niente auto, solo trattori. Gruppi di camminatori, tutti biondi. Svedesi e danesi, attirati da connazionali che hanno aperto resort nei dintorni. I vigneti lasciano il posto ai noccioleti, poi ai boschi. Nel punto più alto, col Monviso in lontananza, si apre nel silenzio un cancello grigio con la sagoma di due alberi. Si spalanca sul nuovo dominio piemontese di Gaja.I figli Rossana e Giovanni, in azienda con la maggiore Gaia Gaja, ci guidano. Muri in pietra delle Langhe, pareti in cemento. Angelo non c’è, ma è ovunque. In ogni dettaglio, meditato. Nei quadri di Tullio Pericoli dedicati a Pavese, Fenoglio e Levi, nei mobili di design e soprattutto nell’idea della cantina. Vasche, tini e botti di ogni forma e dimensione, da quelle da 7.000 litri a un piccolo contenitore in vetro, vago ricordo di damigiana. L’uva si sposta solo con la forza di gravità.Dal soffitto scende una nebbia sottile, sparge l’umidità necessaria ai legni. In un silenzio da laboratorio, qui è iniziata la nuova sfida di Angelo, 86 anni pieni di idee e sogni. «Come dice papà - ricorda Rossana - si deve leggere il presente con gli occhi del futuro. Dove saranno creati i bianchi del futuro, con il clima che cambia? La sua risposta è qui, in quota. Stiamo continuando un percorso iniziato nel 1979, quando piantammo Chardonnay in Bassa Langa. Ora vogliamo sperimentare ancora».