Massimo D’Alema in Cina. L’ex-premier, storico leader della sinistra, settimana scorsa si è recato in estremo Oriente per assistere alla parata militare organizzata dal presidente Xi per sfidare il mondo. Solo una missione diplomatica o c’è dell’altro? Qualcuno si è chiesto se questo viaggio, tanto criticato dalle forze politiche di destra, ma non solo, portasse con sé altre motivazioni. Il primi il direttore di Open, il giornale fondato da Enrico Mentana, che è andato a spulciare tra i bilanci della società che D’Alema ha creato per esportare il vino da lui prodotto (una delle sue grandi passioni insieme alla vela), la “Silk Road Wines” cioè la via della Seta per i vini. Quando c’era il governo Conte, che con la Cina stabilì quel canale privilegiato, gli affari per D’Alema andavano bene. Da quando c’è il governo Meloni, e quella stessa “via” è stata chiusa, la società dell’ex-premier non ha fatturato più nulla con la Cina. Da qui l’ipotesi maliziosa: D’Alema era a Pechino anche per accreditarsi per un export del suo vino?
MASSIMO D'ALEMA, LA RIVELAZIONE: "PERCHÉ ERO ALLA PARATA IN CINA"
"Siamo dentro una crisi del vecchio ordine mondiale, abbiamo bisogno di costruirne uno nuovo che non abbia egemonie...















