Si augura che da Pechino parta "un messaggio di pace".

Ma rimbalzando a Roma generano un vespaio di polemiche le parole di Massimo D'Alema, in piazza Tienanmen nella giornata della grande parata militare in occasione dell'ottantesimo anniversario della vittoria cinese nella seconda guerra mondiale. Da Carlo Calenda (Azione) a Galeazzo Bignami (FdI), passando per Maurizio Gasparri (FI), è un coro di indignazione, mentre non manca chi come Maurizio Acerbo del Partito della Rifondazione Comunista plaude all'ex presidente del Consiglio.

Occhiali da sole e maglioncino sulle spalle, D'Alema è stato intervistato da una tv cinese, e una quarantina di secondi di quel video, in italiano con i sottotitoli, sono rimbalzati sui social. "È importante ricordare la lotta eroica del popolo cinese, così importante non solo per la Cina ma per tutta l'umanità per la sconfitta del nazismo e del fascismo - le parole dell'ex segretario del Pds, ministro degli Esteri del governo Prodi -. Sì, viviamo un momento difficile nelle relazioni internazionali, io spero, confido che qui da Pechino venga un messaggio per la pace per la cooperazione, per il ritorno di uno spirito di amicizia fra tutti i popoli e per porre fine alle guerre che purtroppo insanguinano in modo così tragico diversi Paesi del mondo".