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Il lutto di Milano per la scomparsa di Re Giorgio è discreto. È triste lo sguardo dei dipendenti dei suoi negozi e dell'azienda. L'abito è quasi sempre scuro. La gentilezza invece è la stessa. Anche nel dolore per la perdita immensa del suo fondatore, Armani si distingue. Per eleganza e sobrietà. Così anche i suoi clienti, e i suoi estimatori.

Non ci sono segni visibili sulle vetrine del quadrilatero. E nemmeno sulle facciate dell'Armani Silos, il museo che ha voluto in un ex quartiere operaio e che ora brulica di avanguardia, e del suo teatro dove oggi ci sarà la camera ardente.

Solo il nastro nero sulla bandiera della sede dell'azienda in via Borgonuovo, a pochi passi dalla casa in cui ha vissuto fino all'ultimo. Nient'altro. Nei negozi di via Manzoni compare un messaggio, destinato, probabilmente, a restare. La sua eredità morale. "Il segno che spero di lasciare è fatto di impegno, rispetto e attenzione per le persone e per la realtà. È da lì che tutto comincia". Firmato: Giorgio Armani.