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4 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 22:08

Una montagna che frana e troppi cantieri in quota, perché le Olimpiadi non possono attendere e continua la costruzione forsennata di nuovi impianti e rifugi. Quello che si temeva è accaduto. Per il momento è solo un segnale di cedimento su un versante fragile, ma assomiglia ad un avvertimento all’uomo che non vuole fermarsi nello sfruttamento intensivo della natura. Da alcuni giorni è comparsa una profonda fenditura, un cedimento del terreno, a Ria de Saco, sopra le case di Lacedel, a Cortina d’Ampezzo. È un punto dove sono aperti contemporaneamente quattro cantieri, tra cui quello contestatissimo della cabinovia Apollonio-Socrepes, che società Infrastrutture Milano Cortina (Simico) intende costruire a tempo di record con l’esplicito obiettivo di far salire gli spettatori delle gare di sci alpino femminile.

Il terreno si è fratturato e abbassato, assumendo la forma di una grande “V” rovesciata, lunga alcune decine di metri, che da alcuni giorni è ricoperta da teli, per impedire che la pioggia possa aumentare le infiltrazioni e provocare ulteriori cedimenti. Le ruspe si sono fermate, in attesa che la situazione si chiarisca e i lavori hanno subito un evidente rallentamento. Nell’area ci sono altri tre cantieri, a dimostrazione di come la fase pre-olimpica sia diventata un autentico ingorgo, con le conseguenze temute, anche se né la società pubblica, né gli imprenditori privati sembrano intenzionati a dare un peso eccessivo all’allarme.