Bambini che muoiono per le guerre degli adulti o costretti a crescere troppo in fretta, schiacciati dalle aspettative famigliari, trascurati da genitori immaturi o in lotta, spinti a confrontare i sogni della loro infanzia con realtà a volte insostenibili.
Sono tanti gli sguardi (e le voci) dei più piccoli, fra concorso e altre sezioni, che dominano nei racconti di questa 82/a Mostra del cinema di Venezia.
A cominciare da uno dei film più attesi di quest'edizione The voice of Hind Rajab della cineasta tunisina Kaouther Ben Hania sulla straziante storia della bambina di cinque anni morta a Gaza a gennaio 2024 in un quartiere sotto attacco, rintanata in un'auto dov'era circondata ai cadaveri di zii e cugini, dopo aver dialogato per ore al telefono con gli operatori della Mezzaluna rossa che hanno cercato inutilmente di salvarla. Cuore del film proprio la voce della piccola, negli audio originali che chiede costantemente 'Per favore, venitemi a prendere'. Sempre in concorso Lazlo Nemes in Orphan, ispirandosi a una storia realmente vissuta dal padre quand'era bambino, mette al centro il 13enne ebreo Andor (il bravissimo Bojtorjan Barabas) nella Budapest del 1957. Cresciuto senza un padre, figura che ha mitizzato grazie ai racconti della madre, si trova il suo mondo idealizzato andare in pezzi quando incontra il suo vero genitore, un macellaio violento e brutale.













