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3 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 11:07
La tensione torna ad alzarsi nel Mar dei Caraibi. Tre navi da guerra statunitensi — la USS San Antonio, la USS Iwo Jima e la USS Fort Lauderdale — sono attualmente posizionate al limite delle acque internazionali, a pochi chilometri dalle coste venezuelane. Il loro dispiegamento non è simbolico: Washington ha deciso di alzare il tiro contro il regime di Nicolás Maduro, e i segnali sono inequivocabili. La recente operazione contro un’imbarcazione carica di droga proveniente dal Venezuela, durante la quale 11 persone sono rimaste uccise, è stata rivendicata direttamente da Donald Trump, che ha ricollegato l’incidente alla crescente minaccia rappresentata dal narcotraffico con base a Caracas.
Ma non si tratta di un episodio isolato. Secondo fonti giornalistiche autorevoli, sarebbe stato uno dei figli di Joaquín “El Chapo” Guzmán a fornire informazioni compromettenti su Maduro, descrivendolo come parte integrante di una rete transnazionale di traffico di stupefacenti e riciclaggio. Queste dichiarazioni, assieme alle prove già in possesso dell’intelligence americana, avrebbero contribuito al nuovo posizionamento militare e al rilancio della taglia da 50 milioni di dollari offerta per la cattura del presidente venezuelano — una cifra che lo pone ai vertici della lista dei criminali più ricercati dagli Stati Uniti, sopra anche ai leader di Al-Qaeda e dello Stato Islamico.






