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Ultimo aggiornamento: 17:31
Gli Stati Uniti aumentano la pressione sul Venezuela colpendo il suo bene più prezioso: il petrolio. La Guardia Costiera americana ha assaltato e sequestrato un’altra petroliera di Caracas, a dieci giorni di distanza dall’operazione contro la Skipper, nel Mar dei Caraibi, in acque internazionali. A supportare l’operazione anche gli uomini del Dipartimento della Difesa che hanno trasferito a bordo dell’imbarcazione i guardacoste. La conferma è arrivata dalla segretaria alla sicurezza interna Usa Kristi Noem in un post sui social media, precisando che l’operazione “è avvenuta prima dell’alba”. Un video pubblicato sotto al post di Noem mostra una persona che si cala con una corda da un elicottero sul ponte della petroliera.
Anche in questo caso, riportano i media americani, la nave sequestrata è una di quelle sanzionate da Washington perché considerata parte della flotta che partecipa al mercato nero del petrolio venezuelano verso l’Asia. Versione contrastante è invece quella di Axios, secondo cui l’imbarcazione non si trova nella blacklist. Un’ipotesi, questa, che significherebbe un passo in avanti nella strategia di pressione americana, dato che proprio Donald Trump, annunciando il blocco delle navi in partenza dal Venezuela, aveva precisato che la misura si applicava solo a quelle sanzionate.









