"Dichiariamo fin da subito che se la Flotilla sarà fermata, ci mobiliteremo per bloccare il porto di Venezia. È lì che continueremo la nostra azione, trasformando lo sdegno in azione diretta, la solidarietà in disobbedienza": a dirlo i Centri sociali del Nordest, assieme al sindacato Adl Cobas di Venezia, riprendendo il messaggio lanciato dai camalli del Porto di Genova, che avevano minacciato, in caso di blocco della Gaza Sumud Flotilla, di "non far uscire più un chiodo" dallo scalo ligure. La Flotilla è una spedizione partita da Barcellona alla volta di Gaza con l'obiettivo di forzare il blocco navale di Israele sulla Striscia e aprire un corridoio umanitario per portare aiuti alla popolazione.
In un lungo comunicato sul sito Global Project si legge: "La manifestazione di sabato scorso al Lido di Venezia è stata una straordinaria dimostrazione di forza collettiva: un segnale potente di opposizione radicale allo Stato genocida di Israele e all'intero apparato politico-istituzionale che alimenta e sostiene il regime di guerra globale. Sempre più chiaramente, la lotta del popolo palestinese segna una linea di demarcazione netta: da una parte chi difende la giustizia e la libertà, dall'altra chi continua a nascondersi dietro ambiguità, doppi standard e il cerchiobottismo tipico del dibattito politico italiano ed europeo".










