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Intervento dell'Autority. Stretta sui server in arrivo L'amministratore del portale "Phica" era italiano
Sono sempre esistiti, ma se ne parlava poco. Ora che è scoppiato il bubbone, con la chiusura del gruppo Facebook Mia Moglie del sito Phica.eu, è guerra aperta ai portali di pornografia involontaria. Con le Procure pronte a mettere mano alle denunce che in questi giorni stanno arrivando alla polizia Postale da ogni parte d'Italia e la politica che sta preparando una stretta su server e provider con possibili limitazioni su chi fornisce i servizi digitali.
Basta a immagini trafugate e ai commenti misogeni e violenti. Stop alla giungla digitale che mette a rischio chiunque. In campo c'è anche il garante della Privacy, che ha poteri di intervento immediati. Basta segnalare i casi con un reclamo e l'Autorità scende in campo per stoppare i contenuti scorretti. "Da tempo siamo in prima linea su questo fronte: possiamo muoverci sia d'ufficio, come avevamo fatto avviando una prima istruttoria su Mia Moglie e Phica.eu, poi di fatto superata dalla chiusura dei portali, sia su segnalazione delle persone coinvolte. Suggerisco di fare sempre il reclamo", spiega la vicepresidente, Ginevra Cerrina Feroni. "Siamo di fronte a fatti gravissimi, che mettono in gioco la dignità, la corretta rappresentazione e la reputazione delle persone, coinvolgendo dati sensibili come quelli relativi alla sfera intima", aggiunge la vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali.















