Il rimpallo da un server all’altro, in diversi paesi europei, attraverso i quali sarebbe stato eseguito il backup delle immagini e la certezza di un fatturato milionario per la società che gestiva i siti “Phica.net”, che ha chiuso giovedì e che era stato creato nel 2005. Uno dell’Est Europa. Le indagini della polizia postale vanno avanti e presto potrebbero scattare perquisizioni e sequestri. In primo luogo per l’italiano che ha dato vita al “forum” dove venivano condivise immagini sessualmente esplicite, ma anche foto pubbliche di politiche, giornaliste e sportive, commentate con insulti sessisti. Proprio per stabilire se sia in possesso, ma è solo un’ipotesi, di un backup delle immagini. Per le verifiche all’estero saranno necessarie le rogatorie.
LA DIFFICOLTÀ
I reati contestati potrebbero essere diversi, è in corso un’interlocuzione con la procura di Roma, ma al responsabile del sito sarà difficile contestare un reato per le foto di personaggi pubblici, spesso individuate sul web attraverso l’intelligenza artificiale, e oggetto di commenti sessisti e denigratori. Bisognerà comunque recuperare il backup per controllare se fossero modificate e magari se le donne fossero state “denudate” proprio dall’AI. E quali altre immagini fossero sul sito, come foto di minorenni o immagini sessuali di persone inconsapevoli, per stabilire quali reati contestare.












