ROMA - Sarà sentito dai magistrati il gestore del sito Phica.eu chiuso giovedì dopo le tante denunce presentate in tutta Italia da donne che hanno scoperto la propria immagine sul sito con a margine commenti sessisti e insulti. I server del sito sono all'estero ma il gestore è italiano, una circostanza che potrebbe accelerare il lavoro della Procura di Roma. Già la prossima settimana l’inchiesta dovrebbe essere avviata con la consegna da parte della Polizia postale di una prima informativa. A quel punto per l’uomo potrebbe scattare l’iscrizione e comunque la convocazione negli uffici dei pm. Oltre ai responsabili della piattaforma, gli inquirenti stanno tentando di identificare gli autori dei commenti sessisti che hanno spinto decine di donne a presentare gli esposti. Ma sarà comunque fondamentale risalire ai server per esaminare il materiale che era stato pubblicato.
La circostanza che ad alcuni utenti del portale, creato venti anni fa e che contava circa 38mila iscritti, fosse stato chiesto il versamento di un contributo per essere eliminati dagli iscritti e che da una donna che aveva chiesto di rimuovere le proprie immagini fosse stato preteso del denaro sono due episodi che potrebbero spingere i magistrati ad indagare anche su altre fattispecie di reato, come ad esempio l'estorsione o la tentata estorsione. In base al tipo di immagini la Procura valuterà quali reati contestare, dal revenge porn alla diffamazione aggravata. Tutti reati procedibili a querela. Sicuramente il Garante contesterà la violazione della privacy, che è però una sanzione amministrativa.











