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In settimana potrebbe essere convocato. Faro sui contributi chiesti per cancellarsi

Ormai è una questione di ore. Il tempo per i magistrati della Procura di Roma di prendere visione dell'informativa della polizia Postale sui siti sessisti, di individuare i reati e di aprire un fascicolo destinato a restare per poco senza indagati. Perché gli inquirenti hanno il nome dell'amministratore di Phica.eu, un italiano che presto sarà convocato a piazzale Clodio - dove potrebbero confluire tutti i fascicoli aperti nelle altre città - per essere interrogato in attesa di capire se ha responsabilità sulla pubblicazione delle foto trovate nella Rete e postate senza consenso e sui messaggi osceni che spesso le accompagnavano.

Probabilmente avrà bisogno di un avvocato, così come gran parte degli utenti del sito, quelli che non hanno fatto in tempo a cancellarsi prima della chiusura del portale facendo sparire messaggi e account. Qualcuno è stato disposto anche a versare un contributo per accelerare la rimozione del materiale compromettente. Una delle vittime ha raccontato a Repubblica di aver pagato su richiesta del sito duemila euro per ottenere la rimozione di foto private e commenti "ignobili". Due episodi che potrebbero spingere i magistrati ad indagare anche su altre fattispecie di reato, come ad esempio l'estorsione, oltre al revenge porn, la diffamazione aggravata, la violazione della privacy e la diffusione di immagini a contenuto sessuale.