Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

30 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 7:55

Il 30 agosto non è una data qualsiasi, bensì un giorno inciso nella memoria di intere comunità, un giorno in cui il dolore collettivo prende forma e parola per ricordare chi è stato strappato alla vita, alla legge, alla storia. È la Giornata Internazionale delle Vittime di Sparizione Forzata, istituita ufficialmente dalle Nazioni Unite nel 2010 ma nata molto prima, nel 1981, per volontà della Federazione Latinoamericana delle Associazioni di Familiari dei Detenuti Scomparsi (Fedefam), in risposta al terrore sistematico dei regimi militari in America Latina.

Da allora, questa data è diventata simbolo di lotta, di memoria e di richiesta di verità in troppo paesi del mondo. Ma cosa intendiamo esattamente per sparizione forzata? Secondo la definizione delle Nazioni Unite, si verifica ogni volta che una persona viene arrestata, detenuta o sequestrata contro la propria volontà da agenti statali, o da gruppi che agiscono con il loro consenso o appoggio, e successivamente si nega di rivelarne il destino o la sorte. In altre parole, è la negazione assoluta dell’essere, l’annullamento dell’individuo nella sua identità, nei suoi diritti, nella sua presenza stessa nel mondo.