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6 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 11:07 del 6 Ottobre

Ogni corpo racconta una storia e non tutti i corpi, agli occhi della società, hanno ancora gli stessi diritti. Per questo è importante parlarne, denunciare, raccontare, non solo la pressione che i corpi devono subire ma anche la loro capacità di resistenza e trasformazione. È questo il concetto alla base del libro-manifesto In rivolta, Manifesto dei corpi liberi, edito da Castelvecchio con cui WeWorld, organizzazione umanitaria attiva da 50 anni in oltre 20 Paesi, ha voluto unire le voci di 29 donne per parlare di una concetto tanto semplice quanto ricco di sfaccettature: il corpo come punto di incontro tra storia, cultura, affetti, traumi, desideri.

Così attiviste, giornaliste, professioniste che lavorano a contatto con donne di tutto il mondo hanno raccontato esperienze personali, professionali o semplicemente dati che, insieme, rappresentano un coro unanime nel promuovere il rispetto di ogni corpo e l’autonomia corporea, cioè, come spiega la stessa organizzazione “proteggere il diritto di ciascuna persona a fare scelte libere, rispettando i propri desideri e valori, senza subire violenze o imposizioni”.