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Ultimo aggiornamento: 7:00
Questo 2026 ci propone tre anniversari importanti, distanti tra loro temporalmente ma accomunati da una parola: “desaparecidos”.
Le “sparizioni forzate e involontarie”, così definite dal punto di vista giuridico, sono uno dei più gravi crimini di diritto internazionale, che continua a realizzarsi fino a quando lo stato non riveli il destino o la localizzazione delle persone coinvolte e, dopo che la sparizione è stata confermata, non restituisca i resti dei corpi alle famiglie. L’angoscia provata dai familiari nel non sapere dove e come si trovi una persona a loro cara e nel vedersi negata ogni informazione a chiunque la chiedano, è inimmaginabile.
La parola “desaparecidos”, che va declinata anche al femminile, è stata usata per la prima volta negli anni Settanta in America del Sud per indicare le persone arrestate per motivi politici o di altra natura, detenute in luoghi sconosciuti e private di ogni contatto col mondo esterno.






