CONEGLIANO - Ha sfidato il maltempo la banda composta da tre malintenzionati che, ieri notte, si è introdotta in tre cantine diverse alla ricerca di denaro. Si tratta della BiancaVigna, Antica Quercia e Ca’ dei Falchi, le stesse che un anno fa sono state razziate pressoché nello stesso modo, tanto da far pensare ai tre imprenditori nel mirino che siano sempre gli stessi responsabili. «Ho notato la stessa dinamica - spiega Claudio Francavilla, titolare dell’Antica Quercia -. Ormai è diventata una triste normalità: non se ne può più». Nel suo caso, i tre sono scappati poco prima dell’arrivo della vigilanza privata, che passava di là per il giro notturno. L’allarme perimetrale non è scattato a causa della saetta che ha colpito la centralina vicino, causando un blackout in tutta la zona. Ma in tutte le cantine colpite, la banda è stata ripresa dalle telecamere, i cui filmati sono nelle mani dei carabinieri per risalire ai responsabili. Sul caso, è intervenuta anche la Scientifica.
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I ladri hanno iniziato il loro giro dalla cantina BiancaVigna, attorno mezzanotte. «Hanno rotto un vetro accanto agli uffici che hanno messo a soqquadro», spiega la titolare Elena Moschetta. Qui hanno lasciato i segni del loro passaggio, ferendosi al momento dello scassinamento. «L’allarme perimetrale non ha funzionato per quanto fosse attivo, stiamo cercando di capire come mai». I tre hanno svuotato il registratore di cassa: all’interno c’erano tra i tre e i quattrocento euro. «Onestamente non capisco cosa cerchino - continua l’imprenditrice -. Hanno forzato anche armadi e porte». L’anno scorso, aveva già subito un furto simile. E anche quella volta la cifra sottratta era la stessa. «Per questo avevamo installato l’allarme - conclude amara -. A quanto pare non basta. Penseremo a delle sbarre alle finestre». Non contenta, la banda è passata poi all’Antica Quercia. «Negli ultimi dieci anni, siamo stati visitati dai ladri almeno sei volte e sempre nel periodo della vendemmia - constata Claudio Francavilla -. Quest’anno hanno anticipato di poco».






